Scommetto che siete in partenza per l’Asia, una settimana tra Hong Kong e Macao, e mi chiedete cosa vedere a Macao? Io ho la risposta!
A mio parere Macao è interessante, anzi affascinante e, per un europeo non a digiuno di Portogallo e portoghese, anche piuttosto strana. In qualche modo è in questa città che l’Europa ha spento il circo triste e disumano del colonialismo e l’Asia ha invece acceso le turbinanti luci al neon della modernità. Trump vorrà forse rivalutare l’imperialismo e il colonialismo di stampo occidentale, ma Hong Kong e Macao segnano un’altra strada, certamente con luci ed ombre ma anche di uccesso.
Cosa vedere a Macao, introduzione
Ci sono città che ti accolgono con una stretta di mano, altre con un buffet. Macao fa di più: ti offre un tavolo da black jack e una roulette emotiva.
Appena arrivi non capisci se sei finito in un romanzo coloniale, in un film di gangster orientale o dentro un gigantesco casinò travestito da città storica (o viceversa, vedi il recente, ma a tratti claudicante, “Ballad of a small palyer“, con Colin Farrell nei panni di un giocatore d’azzardo sommerso dai debiti e dagli stravizi). In qualche modo però è proprio questa ambiguità, questa identità doppia e un po’ truffaldina, a rendere Macao ciò che è.

Ex colonia portoghese, oggi Regione Amministrativa Speciale della Cina, Macao è un luogo dove le chiese barocche convivono con templi taoisti, e dove i casinò fatturano più di quelli di Las Vegas, il tutto su una superficie che potresti attraversare a piedi mentre ti gusti un pastéis de nata.
Un po’ di storia: quando Lisbona incontrò il Mar Cinese
Macao nasce ufficialmente nel XVI secolo come avamposto commerciale portoghese. I lusitani arrivano, piantano una croce, aprono un porto e decidono che questo angolo d’Asia è perfetto per fare affari e costruire chiese. Per oltre 400 anni Macao rimane sotto controllo portoghese, diventando una sorta di laboratorio culturale: Europa e Cina che si osservano, si annusano e ogni tanto si imitano.

Il risultato è un centro storico dichiarato Patrimonio UNESCO, dove le Rovine di St. Paul sono l’icona assoluta: una facciata monumentale che sembra il fondale di un teatro, ma dietro c’è il nulla. Qualcuno potrebbe dire che questo è un simbolo perfetto per Macao stessa, città di apparenze magnifiche e retrobottega sporchi e sudati. Spiacente ma non sono tra questi, per me le due facce della medaglia sono non tanto un simbolo ma il riassunto dell’esistenza umana, non della sola Macao. Alla fine poi sono sempre le facce sui cartelloni pubblicitari che ci interessano, non le loro difficoltà di tutti i giorni e/o problematiche esistenziali.
Nel 1999 Macao torna alla Cina, mantenendo però un sistema autonomo, per certi versi simile ad Hong Kong, per altri molto, molto differente. Alla fine cambia la bandiera, ma non l’anima ambigua. Anzi, è proprio da qui che inizia l’era del gioco d’azzardo ipertrofico: casinò giganteschi, hotel tematici e un’estetica che sembra progettata da uno scenografo con problemi di autostima.
Cosa vedere a Macao: il centro storico dove si passeggia tra Europa e Asia
Per molti la parte più affascinante di Macao è quella che non cerca di impressionarti. Senado Square, con il suo pavimento ondulato in stile portoghese, è il cuore pulsante della città vecchia. Qui si cammina lentamente, tra edifici color pastello, farmacie cinesi e turisti che cercano l’angolazione giusta per la foto.

Alla fine si arriva quasi sempre alle rovine della chiesa di San Paolo, cioè quello che rimane di una chiesa costruita nel 1600 e poi bruciata in un incendio nel 1835.

Poco distante trovi altre chiese, fortezze e piccoli musei che raccontano una storia fatta più di scambi che di conquiste. Infine la Fortezza do Monte offre una vista eccellente sulla città: da un lato il centro storico, dall’altro i grattacieli dei casinò. Un contrasto così netto che sembra quasi una dichiarazione politica.
Cibo e ristoranti: quando la cucina fa pace
Se la storia di Macao è un compromesso riuscito, la sua cucina è un capolavoro diplomatico. La cucina macaense è considerata una delle prime cucine fusion del mondo, molto prima che il termine diventasse una scusa per mettere avocado ovunque.
Qui devi assolutamente provare il pollo africano, che di africano ha solo il nome e di portoghese le spezie, ma che a Macao ha trovato casa. I pastéis de nata sono ovunque, spesso venduti in versioni leggermente più caramellate rispetto a quelle di Lisbona. Uno tira l’altro, ma se siete in vacanza potete permettervelo.

Accanto alla tradizione portoghese, domina ovviamente la cucina cinese cantonese: dim sum perfetti, zuppe lente e piatti che arrivano al tavolo con l’aria di chi sa di essere superiore. Dai ristoranti storici ai food stall, mangiare a Macao è un’attività continua, quasi un obbligo morale.
Cosa vedere a Macao: casinò e architettura dell’eccesso
Parliamoci chiaro: Macao oggi vive di casinò. Non è un dettaglio, è il motore principale. Anche se non ti interessa il gioco d’azzardo, entrarci è come visitare un museo dell’eccesso contemporaneo.
Il Venetian, il Parisian, il Grand Lisboa: nomi che promettono viaggi e invece ti tengono fermo sotto lampadari enormi, tra tappeti spessi e aria condizionata perenne. Sono spazi pensati per farti perdere la percezione del tempo, un po’ come certi romanzi di Dostoevskij, ma con molto meno senso di colpa.

Camminare tra i casinò è un’esperienza antropologica: giocatori concentrati, turisti spaesati, coppie in luna di miele che si chiedono dove abbiano sbagliato.
Cosa fare a Macao (anche senza giocare)
Oltre a mangiare, camminare e giocare, Macao offre diverse attività per chi vuole esplorarla con un minimo di curiosità:
- Visitare i templi, come il tempio di A-Ma, da cui deriva il nome stesso della città.
- Salire sulla Macao Tower, se ami le viste panoramiche o vuoi lanciarti nel vuoto con il bungee jumping più alto del mondo.
- Perdersi nei quartieri meno turistici, dove la vita quotidiana scorre lontana dal glamour dei casinò.
Macao è una città che funziona meglio se non cerchi un itinerario perfetto. Devi lasciarti portare, come un personaggio secondario in un film che non controlla la trama.
Macao al cinema
Non sorprende che Macao abbia ispirato cinema e letteratura. È una città narrativa per natura, piena di personaggi ambigui e ambientazioni cariche di atmosfera. Il recente Ballad of a Small Player, con Colin Farrell, sfrutta proprio questo lato: il gioco, la solitudine, le luci che nascondono più di quanto mostrino.

Macao ha anche fatto da sfondo ad un recente James Bond (Skyfall 2012, lo so sembrava ieri ma sono passati 14 anni) e addirittura un Indiana Jones (la Shanghai del Tempio maledetto era Macao). Oltre ovviamente ad innumerevoli fil cinesi ed indonesiani (vi dico solo un nome The night comes for us che trovate su Netflix)
Come arrivare da Hong Kong
Piccola nota relativa ad uno spostamento classcio, quello Hong Kong Macao e viceversa. Raggiungere Macao da Hong Kong è semplice e scenografico. Il modo più classico è il traghetto (tenetevi però forte lo stomaco in caso di mal di mare), che in circa un’ora collega le due città attraversando il Delta del Fiume delle Perle. È rapido, efficiente e ti regala un ingresso cinematografico.

In alternativa, puoi attraversare il ponte Hong Kong–Zhuhai–Macao, una delle opere ingegneristiche più impressionanti del pianeta. Un nastro d’asfalto sull’acqua che sembra progettato per farti sentire dentro un film post-apocalittico. Gli autobus che percorrono questa tratta sono innumerevoli, basta fare una semplice ricerca online.
Alla fine, perché visitare Macao
Macao non è una città facile da spiegare. Non è bella in modo classico, non è autentica in senso stretto, non è nemmeno completamente asiatica o europea. È un luogo di passaggio, di contraddizioni e di luci artificiali che riflettono su una storia molto reale.
Visitarla significa accettare questa ambiguità, entrarci senza aspettative rigide e uscirne con la sensazione di aver letto un libro strano, forse imperfetto, ma impossibile da dimenticare.
Signore e signori, il post su cosa vedere a Macao è finito. Ora vi lascio qualche altro suggerimento per proseguire:
- vedere una partita della premier league di Hong Kong
- I migliori caffè di Wan Chai, Hong Kong
- oppure cambiamo continente: cosa vedere a Quito



