Questa non è una bella storia. 38 Londres Street di Philippe Sands non racconta una storia romantica, divertente, gratificante o che in qualche modo possa rilassarvi mettendo a tacere il vostro senso di angoscia più o meno esistenziale (e con i recenti eventi geopolitici direi che a volte ce ne sarebbe bisogno). 38 Londres street parla infatti di nazisti, regimi dittatoriali, impunità e resistenza.
Nonostante questo, quella del libro è una storia importante, che deve essere raccontata, e noi dobbiamo essere abbastanza forti e abili da cogliere eventuali insegnamenti applicabili al nostro presente e al nostro futuro. Inoltre, conoscere queste drammatiche vicende è, almeno per me, anche un modo per rendere omaggio alle persone che hanno sofferto e sono morte, un modo per portarne avanti il ricordo.
Bene, tutta questa introduzione iniziale ma ancora non ha detto di che storia si tratta. Perdonatemi, ma presumo che, se siete arrivati in questo oscuro post sul web, la storia probabilmente la conoscete. In ogni caso mettiamo le cose in chiaro.
Di cosa parla 38 Londres street
38 Londres street (o calle Londres 38 in spagnolo) è un indirizzo tristemente famoso. Siamo a Santiago, capitale del Cile, ed è qui che i militanti di sinistra del partito comunista, di quello socialista e del MIR (Movimento Izquierda Revolucionaria) vennero detenuti e torturati prima di essere uccisi e fatti scomparire dopo il colpo di Stato ordito dal generale Pinochet contro il presidente socialista Allende, nel 1973.
38 Londres street è un libro che parla proprio di questo. In particolare unisce due storie molto inquietanti e importanti. Da un lato la storia dei procedimenti giudiziari che portarono Pinochet ad essere arrestato a Londra nel 1998, dopo aver lasciato la presidenza cilena ed essere diventato senatore.

Dall’altro cerca di documentare l’esistenza da fuggiasco di un gerarca nazista Walther Rauff, che dopo essere fuggito dall’Europa alla fine della seconda guerra mondiale, trova rifugio prima in Ecuador e poi in Cile.
Le due storie si intrecciano. Il gerarca nazista Rauff, mai pentito e uomo chiave nella costruzione dei furgoni attraverso i quali migliaia di ebrei vennero uccisi con il gas (la prima versione della soluzione finale fu attuata attraverso furgoni i cui gas discarico venivano utilizzati per soffocare le persone chiuse all’interno), si trova a vivere una seconda vita, dopo la sconfitta del nazismo e la fuga dall’Europa, come mmanager di una industria che impacchetta pesce, nella città di Punta Arenas, nella Patagonia cilena.
Rauff verrà a contatto con tanti personaggi chiave del governo dittatoriale cileno installato da Pinochet dopo la presa del potere e per lungo tempo si è speculato che Pinochet lo proteggesse perché le conoscenze di Rauff, maturate come torturatore ed efficiente organizzatore di uno sterminio scientifico, nonché organizzatore di apparati di polizia segreta volti alla distruzione del dissenso, fossero particolarmente utili al recentemente installato governo fascista.

Le voci, mai confermate da inchieste giudiziarie o documenti, erano che Rauff avrebbe collaborato con la polizia segreta di Pinochet, la famigerata DINA, e per questo fosse stato protetto dal governo. Philippe Sands cerca di mettersi sulle tracce di queste voci per cercare di capire se sono solo tali o ci possa essere davvero un inquietante filo rosso fatto di torture e vicinanza ideologica, tra il nazismo hitleriano e il governo dittatoriale di Pinochet (il generale e i suoi ministri hanno sempre negato con disgusto qualsiasi legame con il nazismo).
La seconda linea storica seguita dal libro è invece più chiara, sebbene sia, anche questa, piuttosto inquietante. Viene infatti descritto in dettaglio il processo che ha portato il giudice spagnolo Garzón ad emettere un ordine di arresto per l’allora senatore Pinochet, che nel 1998 si trovava a Londra per un intervento chirurgico. Dibattiti giudiziari, accordi dietro le quinte e discussioni sui diritti civili formano la base di questa parte del libro.
38 Londres street la mia opinione
La storia che ha al centro Walther Rauff e i legami tra il nazismo e i regimi dittatoriali di destra in Latino America, funziona molto bene e lascia davvero una impressione forte (sarà in Cile infatti l’unico campo di concentramento realizzato in America, a Dawson Island, in Patagonia, forse proprio su suggerimento di Rauff) Non solo il macellaio di Lione Klaus Barbie ma anche l’ideatore dei furogni del genocidio Rauff, furono accolti in Sud America e trovarono fortuna personale e politica utilizzando le conoscenzze maturate nella seconda guerra mondiale.

Tutto questo per dire che la fuga in Sud America di molti gerarchi nazisti non era solo una fuga, un nascondersi, ma quasi un tentativo di riapplicare le terribili idee di genocidio del nazismo in un altro continente.
La parte dedicata al processo di estradizione di Pinochet verso la Spagna è molto dettagliata, forse troppo per un lettore a digiuno di meccanismi giuridici. Personalmente, l’ho trovata meno interessante, ecco.
38 Londres street conclusione
Eccoci qua, arrivati alla fine. Se vi propongo un libro, come ormai avrete capito, è perché penso che ne valga la pena e certo anche questo 38 Londres street è un libro importante, che va letto, specie se siete amanti del genere di inchiesta storica che offre.

L’unica parte dove forse potreste fare un po’ di fatica è quella molto dettagliata del processo giuridico relativo all’estradizione di Pinochet, ma anche lì ci sono aspetti molto interessanti (il presunto accordo tra Cile e Regno Unito, i retorscena lageti alla guerra delle Falklands, le posizioni dei giudici spagnoli) e inoltre in tutto il libro le vicende sono narrate non solo facendo riferimento a documenti ma anche a ricerche sul campo e interviste con praticamente tutti i protagonisti ancora vivi (l’autore ha viaggiato molto in Cile, Spagna e ovunque fosse necessario per intervistare i protagonisti.
Il post su 38 Londres street è finito, come al solito, se volete ancora leggere, vi lascio qualche link:
I migliori caffè di Città del Messico
Guida poco sentimentale a cosa vedere a Istanbul



