Lido delle Nazioni: siamo davvero nelle terre dimenticate?
Altro che cosa vedere a Lido delle Nazioni. La prima cosa che mi ha detto un ragazzo che faceva il giardiniere, il primo giorno che sono arrivato a Lido delle Nazioni, è stata: ma cosa sei venuto a fare nelle terre dimenticate?
Tra Ottobre e Maggio non c’è dubbio che è difficile scacciare di dosso la sensazione di essere finiti sul set di Io sono leggenda, o magari in una specie di villaggio vacanze argentino durante la dittatura di Videla. Non fatevi però prendere troppo melanconicamente da queste sensazioni, perché dietro le seconde case e i giardini curati ci sono molte cose interessanti, storicamente e umanamente.
In questa zona della cosa Adriatica la spiaggia è ampia, i lidi moderni e spesso con piscina, l’ospitalità è genuina perché la zona, alla fine, vive di turismo e agricoltura.

A parte questo aspetto più rilassante, che ruota attorno a spiaggia, ombrellone e pensione più o meno completa, nei dintorni di Lido delle Nazioni ci sono diverse mete interessanti che potrebbero regalarvi qualche esperienza che non vi aspettereste. Nazioni quindi è un buon punto per andare alla scoperta di questa parte dell’Emilia Romagna.
Mettetevi comodi e scopriamo cosa vedere a Lido delle Nazioni e dintorni!
Cosa vedere a Lido delle Nazioni, piccola introduzione storica
Prima di essere una meta di vacanze, questo tratto di costa era una lingua di sabbia deserta e incontaminata tra le valli salmastre e il mare.
Il 3 agosto 1849, la spiaggia del Lido fu lo scenario di uno dei momenti drammatici del Risorgimento: lo sbarco di Giuseppe Garibaldi. Fuggiasco e braccato dalle truppe austriache dopo la caduta della Repubblica Romana, l’Eroe dei Due Mondi approdò qui con l’aiutante “Leggero” e la moglie Anita, ormai stremata e moribonda. I patrioti locali li nascosero nel celebre Capanno Cavalieri (oggi noto come Capanno di Garibaldi), salvando il generale dall’accerchiamento prima della tragica morte di Anita a Mandriole.
Per buona parte del Novecento, l’area è rimasta una zona selvaggia segnata poi dalle imponenti opere di bonifica del Delta del Po.

La svolta turistica arrivò ufficialmente nel gennaio del 1960, quando l’amministrazione comunale di Comacchio affidò all’architetto comasco Salvatore Alberio la redazione del piano di sistemazione urbanistica. Nacque così l’idea di un centro vacanze moderno, spazioso e verde rispetto ai lidi vicini.
L’Origine del nome, la toponomastica cosmopolita e il lago
Ci sono due dettagli curiosi sulla nascita del Lido:
- I nomi delle vie: In pieno spirito di apertura internazionale tipico degli anni ’60, le vie e le piazze vennero intitolate a paesi, regioni e continenti (Viale Francia, Viale America, Viale Europa).
- L’Hotel delle Nazioni: L’origine del nome del Lido si lega anche alla presenza dello storico Grand Hotel delle Nazioni, imponente struttura ricettiva simbolo del turismo di quell’epoca, inaugurata negli anni ’60 con piscina, campi da tennis e spiaggia privata.
Nello stesso periodo di sviluppo urbanistico venne scavato e creato il Lago delle Nazioni, un bacino artificiale d’acqua salmastra nato per offrire un’alternativa per la vela, il windsurf, la canoa e le attività sportive a pochi passi dal mare.

Lungo le sponde del lago e nella vicina Riserva Naturale di Po di Volano pascolano i cavalli di razza Camargue-Delta. Vedere questi cavalli bianchi muoversi liberi tra i canneti regala un’atmosfera da Western malinconico, qualcosa che farebbe la felicità di un regista alla Terrence Malick.
Tutta questa zona rientra poi nel Parco del Delta del Po, per cui escursioni in barca e birdwatching sono un classico (avete sentito parlare di fenicotteri? e poi potete fate riferimento a podeltatourism.it per avere alcune informazioni su tour ed escursioni).
Cosa vedere a Lido delle Nazioni, ma anche cosa mangiare, perché so che siete spesso affamati
Se parliamo di ristoranti, la piccola Lido delle Nazioni ha un paio di assi nella manica che, se uniti con quelli di Lido di Pomposa, fanno un bel poker.
Sul lungomare di Nazioni abbiamo infatti il famosissimo Barbablù, un ottimo ristorante, con una cucina sia di mare che di terra, in posizione centralissima (più di 2000 recensioni su google dovrebbe bastare).
Chi si vuole concentrare sul pesce in un ambiente un po’ più appartato e riservato può fare riferimento al ristorante La Mora, cucina moderna, alcuni direbbero fusion, di alto livello.
Infine, se volete un ambiente che strizza l’occhio all’Italia anni ’70 e 80, con una notevole varietà di piatti e ampia disponibilità di pizze anche per chi ha intolleranza al glutine, la vostra scelta non può che ricadere sulla Pizzeria Pace a Lido di Pomposa.
Cosa vedere a Lido delle Nazioni: le valli di Comacchio, fenicotteri rosa e atmosfere noir
A pochi minuti dal Lido delle Nazioni si apre lo spettacolo delle Valli di Comacchio. Questa è una geografia fluida, dove la terra e l’acqua possono ancora giocare a nascondino.
La piccola Venezia delle anguille
Comacchio è una città sospesa sui canali e sul proprio passato. Il suo simbolo è il magnifico ponte dei Trepponti, un’architettura barocca che sembra uno scenografico fondale teatrale.

Non a caso, Comacchio è stata set di celebri pellicole cinematografiche, da La donna del fiume con una giovanissima Sophia Loren negli anni ’50, fino alle atmosfere padane dei film di Pupi Avati.
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| COSA FARE NELLE VALLI DI COMACCHIO |
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| 1. Boat tour tra i Casoni di Valle (antichi stazioni di pesca) |
| 2. Birdwatching: avvistare le colonie di Fenicotteri Rosa |
| 3. Assaggiare l'anguilla marinata (presidio Slow Food) |
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I fenicotteri rosa, in particolare, hanno scelto le saline di Comacchio come dimora stanziale. Guardarli stagliarsi contro il cielo al crepuscolo offre uno spettacolo cromatico che farebbe invidia a qualsiasi tavolozza cinematografica di Wes Anderson.
Cosa vedere a Lido delle Nazioni deviazione d’autore 1: Ferrara, la città delle biciclette e dei giardini segreti
Lasciando la costa per spingersi verso l’interno lungo il corso del Po, si raggiunge Ferrara (a circa 50 km). Se Lido delle Nazioni è il relax balneare, Ferrara è l’eleganza rinascimentale estense vissuta a ritmo di pedalata (magari non in pieno Agosto).
Sulle tracce degli Estensi e di Giorgio Bassani
Ferrara è la città di Ludovico Ariosto, che qui concepì le follie d’amore de L’Orlando Furioso, ed è la città di Giorgio Bassani, autore de Il giardino dei Finzi-Contini.
Passeggiare per Corso Ercole I d’Este — definita da molti una delle vie più belle d’Europa — significa immergersi nell’Addizione Erculea, il primo progetto di urbanistica moderna della storia. A Ferrara poi dovete vedere:
- Castello Estense: Un vero castello medievale con fossato allagato, torri e prigioni sotterranee. Il castello non è solo una meraviglia architettonica, ma il teatro di uno dei drammi sentimentali più famosi del Rinascimento.

Nel 1425, il marchese Nicolò III d’Este scoprì la relazione clandestina tra la sua giovane seconda moglie, la ventenne Parisina Malatesta, e il suo figlio prediletto (ma illegittimo) Ugo. La leggenda narra che Nicolò li fece spiare attraverso uno specchio speciale posizionato nei soffitti del castello. Una volta scoperta la verità, la punizione fu spietata: fece decapitare entrambi nelle prigioni sotterranee. Si dice che ancora oggi, nelle notti di nebbia, il fantasma di Parisina si aggiri piangendo lungo il fossato.
- Palazzo dei Diamanti: Famoso per le sue oltre 8.500 bugne a forma di diamante che ricoprono la facciata. Un capolavoro di geometria per ogni appassionato di arte e architettura.

- Via delle Volte: Un vicolo medievale sormontato da archi e passaggi pensili, ombroso e suggestivo, perfetto per una passeggiata alla ricerca di un buon caffè.
La cucina ferrarese
Un buon turista non misura le distanze in chilometri, ma in portate. A Ferrara la sosta gastronomica è d’obbligo:
- Cappellacci di zucca: Pasta fresca ripiena di zucca violina, noce moscata e parmigiano. Il perfetto equilibrio tra dolce e salato.
- Salama da sugo: Un insaccato saporito ed estremo, legato con lo spago, cuocendo per ore appeso a un cucchiaio di legno. Una vera istituzione che ha un che di alchemico.
- Coppia Ferrarese: Il pane PGI dalla forma ritorta a quattro cornetti, croccante e inconfondibile.
Lucrezia Borgia e le Treccine di Capelli
Nota a margine piuttosto importante. A Ferrara visse a lungo anche Lucrezia Borgia, figura spesso ingiustamente denigrata dalla storia. Diventata duchessa di Ferrara sposando Alfonso I d’Este, Lucrezia trasformò la corte in un raffinato centro culturale.
Tra i suoi estimatori c’era il poeta Pietro Bembo: tra i due nacque un amore platonico e intellettuale così intenso che Bembo conservò per tutta la vita una ciocca dei biondi capelli di Lucrezia. Questa treccia è custodita ancora oggi in una teca alla Biblioteca Ambrosiana di Milano, ed era oggetto di culto per poeti dell’Ottocento come Lord Byron!
Cosa vedere a Lido delle Nazioni: deviazione d’Autore 2. Ravenna tra il furto delle ossa di Dante e l’Imperatrice Teodora
Dirigendosi verso sud per circa 40 minuti, s’incontra Ravenna, l’antica capitale di tre imperi. Se Ferrara è il Rinascimento degli intrighi, Ravenna è un tesoro di storia antica che supera qualunque sceneggiatura di Hollywood.

La rocambolesca “Guerra delle Ossa” di Dante
Ravenna è certo conosciuta per i mosaici ma ci sono anche altre storie interessanti. A proposito molti ricorderanno che Dante Alighieri è sepolto a Ravenna, ma pochi conoscono l’incredibile spy story legata ai suoi resti mortali.
Quando Dante morì in esilio a Ravenna nel 1321, i fiorentini — che l’avevano cacciato in vita — si pentirono e per secoli cercarono di riprendersi il corpo del Sommo Poeta. Nel 1519, Papa Leone X (un Medici, quindi fiorentino) autorizzò ufficialmente la delegazione di Firenze ad aprire il sarcofago e riportare le ossa in patria.

Ma quando i fiorentini aprirono la tomba a Ravenna, la trovarono completamente vuota! I furbissimi frati francescani ravennati, avvertiti in tempo, avevano scavato un buco nel muro posteriore del sarcofago e rimosso segretamente le ossa, nascondendole nel loro chiostro. I resti rimasero nascosti per oltre tre secoli, murati e dimenticati, finché non vennero ritrovati per caso nel 1865 durante dei lavori di restauro. Firenze dovette rassegnarsi a lasciare Dante a Ravenna, accontentandosi di mandare ogni anno l’olio per la lampada votiva che arde nella tomba.
Teodora: da attrice di varietà a Imperatrice di Bizanzio
Nei celebri mosaici della Basilica di San Vitale, la figura dell’imperatrice Teodora domina la scena con un’eleganza ieratica, coperta di perle e gemme. Eppure, la sua storia personale è una delle più incredibili dell’antichità.
Prima di diventare la donna più potente del Mediterraneo e moglie dell’imperatore Giustiniano, Teodora era un’attrice, danzatrice e comica di strada nel circo di Costantinopoli (gli storici dell’epoca, come Procopio di Cesarea, la descrivevano come una figura decisamente anticonvenzionale e scandalosa). Dotata di un’intelligenza politica fuori dal comune, una volta salita al trono dimostrò un piglio da vera statista, introducendo le prime leggi a tutela delle donne nell’Impero Bizantino.
Luce Bizantina
Entrare nella Basilica di San Vitale o nel Mausoleo di Galla Placidia equivale ad attraversare una porta spazio-temporale. La cupola di Galla Placidia, con il suo cielo stellato composto da migliaia di tessere di vetro blu e oro, è considerata una delle meraviglie dell’arte universale.

Si dice che il compositore Cole Porter, colpito dalla bellezza di questo soffitto stellato durante la sua luna di miele a Ravenna negli anni ’20, abbia tratto l’ispirazione per scrivere la sua celeberrima canzone Night and Day.
Cosa vedere a Lido delle Nazioni, consigli Pratici
Per godersi al meglio un itinerario che racconti cosa vedere a Lido delle Nazioni, Ferrara e Ravenna, ecco una rapida guida riassuntiva:
| Località | Cosa Vedere | Atmosfera | Cibo da Non Perdere |
| Lido delle Nazioni | Spiaggia, Lago delle Nazioni, Cavalli selvaggi, Capanno Garibaldi | Rilassata, naturale, slow | Piadina romagnola al mare |
| Comacchio | Trepponti, Saline, Fenicotteri rosa | Cinematografica, sognante | Anguilla sfumata o marinata |
| Ferrara | Castello Estense, Palazzo dei Diamanti, Via delle Volte | Storica, elegante, ciclabile | Cappellacci di zucca |
| Ravenna | Mosaici bizantini, Tomba di Dante, Pineta | Artistica, poetica | Cappelletti al ragù |
Cosa vedere a Lido delle Nazioni, conclusione: L’arte della lentezza
In un mondo che ci chiede continuamente di correre, il territorio che circonda Lido delle Nazioni ci ricorda il valore della lentezza.
Che stiate osservando un fenicottero spiccare il volo sulle saline di Comacchio, pedalando sulle mura rinascimentali di Ferrara, o contemplando la luce dorata dei mosaici bizantini a Ravenna, questo angolo di Emilia-Romagna offre la combinazione perfetta tra natura, grande cultura e il piacere semplice di un buon bicchiere di Fortana (il tipico “vino delle sabbie”).
Prendetevi il vostro tempo. In fin dei conti, la geografia è bellissima, soprattutto quando la si scopre da pigri, ve lo conferma thelazygeographer.
Siete arrivati fin qui, alla fine di cosa vedere a Lido delle Nazioni, allora perché non proseguire:
Siete giò in zona per cui vi consiglio cosa vedere a Rimini
Oppure, se volete andare in un altro stato senza però andare troppo lontano, cosa vedere a San Marino.
Se siete in vena di qualcosa di misterioso, allora direi la Piramide di Bomarzo



