In questo post vi dico la mia sul libro “Massimiliano e il sogno del Messico” di Jasper Ridley. Durante il mio recente viaggio in Messico ho fatto tappa al parco di Chapultepec, un classico della capitale, e ovviamente non potevo perdermi l’omonimo castello che offre una relativa frescura e delle viste molto interessanti su Paseo de la Reforma e sulla parte sud di Città del Messico.
Il fatto che questo castello fosse stato la residenza dell’imperatore Massimiliano, una testa coronata asburgica e fratello dell’imperatore Francesco Giuseppe (che noi italiani conosciamo bene), era un fatto interessante ma su cui non mi sono soffermato più di tanto.
Quando invece, passeggiando nel mercatino delle pulci serale della ridente Lido delle Nazioni, mi sono imbattuto in un libro che tratta di Massimiliano e del suo impero messicano, non ho sorvolato ma ho fatto l’acquisto. E ho fatto bene, perché si tratta di una storia davvero interessante.
Massimiliano e il sogno del Messico: introduciamo i protagonisti
Il libro si chiama “Massimiliano e il sogno del Messico” di Jasper Ridley, un discreto tomo di 300 pagine edito nell’anno del signore 1993 dalla cara Rizzoli.
Il soggetto di questo libro sembrerebbe apparentemente essere l’Arciduca Massimiliano d’Asburgo, fu governatore del Lombardo Veneto di risorgimentale memoria, fratello del’imperatore Francesco Giuseppe e anima relativamente “buona” (nel senso di illuminata e vagamente liberale) e un po’ snob.

Dico appartenemente però perché in realtà il protagonista di questo libro, più che Massimiliano, è il Messico, che dalla sua indipendenza (arrivata con una serie di battaglie contro la Spagna tra il 1810 e il 1821), fino all’inizio della presidenza prima e dittatura poi, di Porfirio Diaz (diciamo 1884 – 1911), ha avuto una situazione politica estremamente instabile, violenta e soggetta a molteplici interventi esterni.
Mexico me amor
Il libro racconta gli iniziali scontri post indipendenza tra Liberali e Conservatori, e poi si concentra soprattutto su come si è arrivati all’intervento militare francese, deciso da Napoleone III, e alla scelta, da parte dei notabili conservatori messicani, di offrire la corona imperiale a Massimiliano.
Il libro direi che si divide grosso modo in 3 parti:
- Gli iniziali scontri tra Liberali e Conservatori messicani, con relativa introduzione delle parti in causa e spiegazione di come si è arrivati all’intrevento di Napoleone III
- L’intervento francese e le battaglie cha porteranno le truppe transalpine ad entrare a Città del Messico con la successiva l’installazione sul trono di Massimiliano d’Asburgo
- Le decisioni che l’imperatore Massimiliano prenderà durante la reggenza e cosa succederà quando l’appoggio francese verrà gradualmente a meno (perché gli americani ci insegnano che prima o poi bisogna tornare a casa giusto?)
La vicenda, se siete appassionati di Storia come il sottoscritto, non finirà bene, e questo lo sappiamo già. Anche io, nel momento in cui girovago curioso tra le sale del castello di Chapultepec, sapevo che per Massimiliano le cose si erano messe male piuttosto in fretta. Il come però è aspetto fondamentle e in questo caso Jasper Ridley fa un bel lavoro nel raccontarcelo.
Napoleone III e Massimiliano, Carlotta ed Eugenia
Il libro naviga le vicende messicane, e in parte francesi, con un certo ordine, senza creare confusione, senza troppi fronzoli.

Il che non è poco perché essere in grado di tessere le fila delle ingarbugliate vicende messicane, con una spruzzata di sano e temuto intervento degli Stati Uniti, e allo stesso tempo riuscire a raccontare il punto di vista di Napoleone III e della sua moglie, Imperatrice Eugenia, non è cosa da poco.
Sarebbe stato bello, per me che sono un po’ uno di quelli che vanno a cercare l’ago nel pagliaio, se la scrittura fosse stata un po’ più frizzante, ma non possiamo certo esagerare con le critiche.
Massimiliano e il sogno del Messico conclusione
Alla fine, accanto alla storia del Messico, assoluta protagonista, anche Massimiliano riemerge come figura temporanea ma interessante, moderna e un po’ melodrammatica allo stesso tempo.
La sua indecisione, i suoi sentimenti in parte illuminati e in parte reazionari, il suo sano snobbismo misto a razzismo con la sana convinzione di portare la civiltà Europea a dei selvaggi, la sua incapacità di resistere ai giochi di corte e la sua tormentata natura, renderanno l’impresa di Massimiliano morta in partenza.
Per fortuna del Messico il Presidente Juarez non si arrenderà e dal calderone fatto di religione e potere, conservatorismo e regole di guerra, fucilazioni e perdoni, terrore e politica, sarà il piccolo indio meticcio ad uscirne vincitore, mentre per Massimiliano l’unica possibile via d’usicta sarà la morte, coraggiosa ma anche ingloriosa.
Morirà lui e la sua moglie, l’imperatrice Carlotta ne uscirà pazza, non si sa se per amore, per colpa o per semplice casualità medica ( forse una combinazione delle tre?).
Ora spero di non avervi spoilerato troppo, perchè come detto il forte di questo libro non è l’inizio o la fine, ma i dettagli che stanno i mezzo. Super consigliato
Il post su “Massimiliano e il sogno del Messico” di jasper ridley è finito. Se volete di qualche altro libro prima di tutto vi suggerisco il mio, “In una notte così” e poi vi lascio qualche link :
Baltic, the future of Europe di Oliver Moody
L’imperatore dei mari: Kublai Khan e la nascita della Cina moderna



