Quito tra equatore, leggende e pittori psichedelici

Quito: la città dove il cielo tocca la terra (e il Wi-Fi fa quello che vuole)

Oggi cerco di rispondere alla domanda “Quito cosa vedere?” e se mi permettete vorrei introdurvi alla risposta con una certa lentezza.

Diciamo che c’è chi va a Quito per ammirare le Ande, chi per cercare sé stesso, e chi semplicemente perché ha trovato un volo in offerta su un motore di ricerca alle tre di notte. In ogni caso, una volta atterrati a 2.850 metri di altezza, non si può negare che la capitale dell’Ecuador sembra sospesa fra nuvole e vulcani, come se fosse stata costruita da qualcuno che aveva un debole per i panorami vertiginosi e le stradine in pendenza (e in effetti, forse, è davvero così).

Eppure Quito non è solo un punto geografico sull’equatore: è una città viva, caotica, stratificata. È un miscuglio di monasteri coloniali, quartieri moderni che fingono di essere europei, murales giganteschi e mercati dove si vendono amuleti, frutta e improbabili rimedi contro la sfortuna. È un luogo che ti accoglie con un sorriso sincero e un’aria leggermente rarefatta (letteralmente: qui anche fare le scale è quasi un atto eroico).

Quito cosa vedere, veduta del centro storico  con sullo sfondo la collina de El Pannecillo, in una giornata nuvolosa. Foto di Margen Cero da Pexels
Quito cosa vedere, veduta del centro storico con sullo sfondo la collina di El Pannecillo, in una giornata nuvolosa. Foto di Margen Cero da Pexels

Quito cosa vedere, si, ma prima lasciatemi fare uno piccolo ripassino di storia

Quito, situata nel cuore dell’Ecuador, ha una storia ricca e complessa che affonda le radici nel suo ruolo di “capitale nord” dell’Impero Inca nel XV secolo (dico “nord” perché la capitale principale rimane sempre Cusco). La città, nota come ‘Kitu’ nella lingua Quechua, prospera proprio grazie alla sua posizione strategica e rimane un nodo di collegamento tra l’impero e i popoli precolombiani che vivono nel sud della Colombia.

Nel 1534 arrivarono però gli Spagnoli, che trovarono una città distrutta, incendiata daglistessi Inca per non farla cadere intatta nelle mani del nemico. Gli Europei decidono così di ricostruirla.

Durante l’epoca coloniale, la città divenne un importante centro religioso e artistico. In particolare nacque la cosiddetta “Escuela Quiteña”, un movimento di pittori e scultori che mescolava lo stile barocco europeo con l’estetica indigena. Le chiese di San Francisco, Santo Domingo e San Agustín ne conservano esempi spettacolari: santi dai volti andini, angeli armati di archi e piume d’oro, e Madonne che sembrano uscite da un sogno psichedelico del XVII secolo.

Quito cosa vedere, Plaza de la Independencia
Quito cosa vedere, Plaza de la Independencia o Plaza Grande

Nel XIX secolo, Quito fu anche teatro delle prime rivolte indipendentiste dell’America Latina. Gli ecuadoriani amano ricordare che la loro città è stata la “Luz de América”, la prima a ribellarsi al dominio spagnolo nel 1809. La rivoluzione durò poco, pochi giorni in realtà, ma bastò per entrare nei libri di storia e giustificare una buona dose di orgoglio locale.

Un altro momento significativo nella storia di Quito fu il 1978, quando l’UNESCO riconobbe la città come Patrimonio dell’Umanità. Questa onorificenza sottolinea l’unicità del patrimonio storico della città, con i suoi tanti stili architettonici: dal barocco al neoclassico, al moderno brutalismo e rendono Quito un luogo di grande interesse non solo per gli storici, ma anche per noi piccoli e fastidiosi turisti.

Quito cosa vedere, versione geralista, i Musei arrivano dopo

Il cuore pulsante della città è il Centro Histórico. È uno dei centri coloniali meglio conservati di tutta l’America Latina, con una densità di chiese e conventi tale da far impallidire anche il Vaticano. In particolare mi sentirei di suggerirvi:

  • Plaza Grande e dintorni. La Plaza de la Independencia, meglio nota come Plaza Grande, è il punto di partenza di ogni esplorazione. Qui si affacciano il Palacio de Carondelet (residenza presidenziale), la Catedral Metropolitana, e una quantità di balconi fioriti da cartolina. Se siete fortunati, potreste assistere al cambio della guardia, evento che i turisti fotografano e i locali, giustamente, ignorano. Nota di merito per i negozietti sotto il palazzo presidenziale, danno un tocco popolare alla presidenza. Io mi sono fatto fare un taglio di barba e lo raccomando.

  • Chiesa de la Compañía de Jesús. A due isolati dalla piazza, la Iglesia de la Compañía de Jesús è un monumento al barocco e all’eccesso. Oro ovunque, colonne che sembrano scolpite nel burro, e un silenzio mistico che invita a riflettere (o a postare una storia su Instagram con l’hashtag #SpiritualVibes). È talmente sfarzosa che qualcuno la chiama “la Cappella Sistina delle Americhe”, un paragone che, scusate se lo dico, regge solo se avete molta immaginazione e poca voglia di discutere.
  • El Panecillo. La collina che domina la città con la sua Vergine alata in alluminio, visibile praticamente da ovunque. Si sale per godersi il panorama, che spazia dal centro storico fino ai quartieri moderni, ma anche per capire perché tutti consigliano di andarci in taxi: non tanto per la fatica, quanto perché a piedi è una zona in cui la parola “movimentata” può assumere sfumature diverse a seconda dell’ora del giorno.
Quito cosa vedere. Inutile negarlo la Plaza Grande e il Pannecillo sono due due dei punti turistici per eccellenza della capitale dell'Ecuador. Foto di Dave Garcia da pexels
Quito cosa vedere. Inutile negarlo la Plaza Grande e il Pannecillo sono due due dei punti turistici per eccellenza della capitale dell’Ecuador. Foto di Dave Garcia da pexels
  • La Mitad del Mundo. Infine, per chi ama le linee immaginarie, c’è la celebre Mitad del Mundo, a una ventina di chilometri dal centro. Qui si può fare la foto con un piede nell’emisfero nord e l’altro in quello sud, convinti di essere esattamente sull’equatore (anche se il vero punto zero si trova qualche centinaio di metri più in là, ma non roviniamo la magia).

Quito cosa vedere. Non per tutti ma per voi sì, i musei

Quito è non solo la capitale ma anche il centro culturale e artistico dell’Ecuador. In particolare, per noi noiosi turisti, ci sono molti interessanti musei che adesso vi elenco.

Museo del Banco Central del Ecuador

Il Museo Nacional del Ecuador, meglio noto come quello del Banco Central, è la tappa imprescindibile per chi ama l’archeologia, l’arte precolombiana e le statue che ti guardano con aria di rimprovero. Qui si può ripercorrere la storia del Paese dalle civiltà preincaiche all’arte contemporanea, passando per maschere d’oro e ceramiche di rara bellezza. È anche un buon posto per sfuggire alla pioggia, fenomeno che, a Quito, si manifesta con puntualità britannica.

Museo di arte contemporanea

Per gli appassionati di arte moderna ma non solo. Ogni volta che mi trovo in un paese straniero mi piace provare a capire dove sta andando l’arte moderna. Chiaramente non sta andando da nessuna parte, ma vale sempre la pena di vedere se c’è qualcosa che può ancora stupirvi. Il museo di arte contemporanea di Quito è un buon punto di partenza. Non aspettatevi i fuochi d’artificio, ma ne vale la pena.

Quito Museo Nazionale
Quito cosa vedere, il centro di arte contemporanea

Casa del Alabado

Più raccolto ma forse ancora più interessante è il Museo Casa del Alabado, nel cuore del centro storico. Ospitato in una casa coloniale restaurata, è dedicato alle culture precolombiane e alla loro visione spirituale del mondo. L’allestimento è moderno, il cortile interno è incantevole, e il livello di silenzio invita a meditare su quanto poco sappiamo della storia dell’umanità (mentre scattiamo altre tre foto al vaso più fotogenico).

Capilla del Hombre

Per chi preferisce l’arte moderna e l’impegno sociale, la Capilla del Hombre è il tempio dell’artista Oswaldo Guayasamín, una sorta di Picasso andino che ha fatto della denuncia delle ingiustizie latinoamericane la sua missione pittorica. L’edificio stesso è un’opera d’arte monumentale, e il panorama sulla città vale da solo il prezzo del biglietto (anche se qualcuno giura che è la salita fino lassù a rendere tutto più “mistico”).

Il giardino e la piscina della casa Guayasamin.
Quito cosa vedere, il giardino e la piscina della casa Guayasamin.

Quito cosa vedere. Notte e cibo, esperienze e movimento di bacino

Per chi vuole gustare la cucina tradizionale, La Ronda, il quartiere coloniale trasformato in zona pedonale, offre una sfilza di ristorantini dove provare piatti come il locro de papa (zuppa di patate con formaggio e avocado) o la fritada, maiale fritto servito con mais e banane fritte.

Se invece vi sentite cosmopoliti, la zona di La Floresta è il paradiso dei ristoranti creativi, dal sushi fusion andino fino alla pizza gourmet con quinoa.

Quito cosa vedere. Uno dei quartieri nella zona nord di Quito, non lontano dalla zona La Floresta.
Quito cosa vedere. Uno dei quartieri nella zona nord di Quito, non lontano dalla zona La Floresta.

E per gli amanti del brunch “globale”, Ciré e URKO Cocina Local sono i due nomi interessanti: esperienze gastronomiche dove ogni piatto è una storia e ogni storia ha il suo filtro vintage su Instagram (preparatevi ad un costo importante però).

Da appassionato di caffè non posso non citare, infine, la vista del caffè Mosaico. L’espresso è buono, il panorama eccezionale e il conto ve lo…ricorderete.

Vita notturna: tra locali, paranoia e luci al neon

La notte a Quito è viva, rumorosa e sorprendentemente varia. Certo, ci sarà sempre qualcuno pronto a ricordarvi che “di notte è pericoloso” oppure “di notte non si può girare più” ma di solito è la persona che non esce mai dal resort. Chi ha una discreta dose di buon senso (e magari un taxi prenotato su app) può scoprire una città che si trasforma dopo il tramonto.

I quartieri del divertimento

Il punto di riferimento è la Plaza Foch, nel quartiere La Mariscal. È il regno dei bar, dei cocktail fluorescenti e dei dj che passano da reggaeton a techno senza preavviso. I puristi la considerano troppo turistica, ma nessuno può negare che sia il luogo ideale per un mojito alle 2 di notte mentre qualcuno balla sul marciapiede.

Quito cosa vedere. Foto molto poco glamour di Plaza Foch ad inizio serata.
Quito cosa vedere. Foto molto poco glamour di Plaza Foch ad inizio serata. Ormai ho sostituito i cocktail a tarda sera con il caffè alla mattina presto ma se siete uominin (o donne) di mondo, da queste parti ci dovete passare.

Chi cerca qualcosa di più alternativo può spostarsi verso La Floresta, dove i bar sono più discreti e l’atmosfera più bohémien. Qui si trovano locali come Urko Lounge e Ananké, perfetti per chi vuole bere un pisco sour e discutere di cinema indipendente fingendo di capirlo davvero.

E poi ci sono i club di Cumbayá, la zona residenziale più chic a est della città. Qui le serate finiscono tardi, i cocktail costano come un pranzo e i frequentatori sembrano tutti oleati e usciti da una pubblicità di profumi.

Quito cosa vedere, consigli non richiesti (ma utili)

Sì, Quito è una città dove serve prudenza ma no, non bisogna barricarsi in hotel alle 20 come se fuori ci fossero i lupi mannari. Basta evitare di ostentare telefoni da un milione di megapixel e camminare con l’aria di chi sa dove sta andando (anche se Google Maps vi ha appena traditi).

E se vi capita di incontrare un travel influencer che fa stories dicendo “la notte a Quito è pericolosissima, ma guardate che energia!”, ricordate che il vero pericolo è scambiare la paura per contenuto.

Quito cosa vedere, tra cielo e ironia, cielo e terra, terra e cielo e tu che credi…

Visitare Quito significa fare pace con l’imprevisto: un acquazzone improvviso, un taxi che non arriva, una salita che ti toglie il fiato e poi ti regala una vista mozzafiato. È una città che non si lascia capire in fretta, ma che conquista con la sua autenticità disordinata, la sua luce radente e la sua gente diretta e gentile.

Quito panorama dal museo Guayasamin in una giornata di sole
Quito cosa vedere, panorama dal Museo Fondazione Guayasamin.

Sì, ha i suoi difetti: traffico, altitudine, e quella strana abitudine di servire zuppa anche a colazione, ma ha anche un fascino che non si dimentica.
E se qualcuno vi chiede perché siete andati proprio a Quito, potete rispondere:
“Perché volevo vedere come si vive dove il cielo è più vicino, e il resto del mondo un po’ più lontano.”


Il post su cosa vedere a Quito è finito, miei cari lettori. Se volete leggere altro vi consiglio:

Dalla Colombia all’Ecuador passando per il chiacchierato confine di San Miguel

Ecuador, esperienza con il treno dei vulcani

\

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *