Congo di David Van Reybrouck

In questo post vi voglio parlare di un libro uscito qualche anno fa: Congo di David Van Reybrouck. Prima di addentrarmi in questo fantastico ma doloroso libro, voglio però raccontarvi una barzelletta.

CONGO DI DAVID VAN REYBROUCK. COPERTINA
Congo di david van reybrouck. copertina

Siamo nel 1986 e Mitterand, Reagan e Mobutu sono su un concorde e stanno facendo il giro del mondo. Ad un certo punto Mitterand mette la mano fuori dal finestrino e dice – so dove siamo, anche senza guardare fuori. Stiamo volando sopra Parigi.

– E come fai a dirlo? – chiede Reagan.

– Lo dico perché con la mano ho toccato la torre Eifell

A quel punto Reagan mette la mano fuori dal finestrino e dice – ti sbagli, so io dove siamo. Stiamo volando sopra New York.

Mitterand chiede – e come fai a dirlo?

– Lo dico perché con la mano ho toccato la statua della libertà.

Allora interviene Mobutu – vi sbagliate, ve lo dico io dove siamo – e mette fuori la mano.

– Signori, siamo sopra Kinshasa.

Reagan interviene – come fai a dirlo? non avete grattacieli o statue così alte a Kinshasa!

Mobutu risponde – no, non ne abbiamo, ma ne sono sicuro perché ho messo fuori la mano e mi hanno rubato l’orologio.

Congo di David Van Reybrouck, torniamo seri con l’attualità.

Questa è una delle barzellette che giravano sul conto dell’allora Zaire e del regime cleptocratico (scommetto che avete imparato una parola nuova) di Mobutu (voglio porecisare che è riportata nel libro Congo di Van Reybrouck, non vorrei passare per un esperto di barzellette africane). Purtroppo per i congolesi si trattava, e per certi versi si tratta, di una barzelletta che in una maniera un po’ surreale riassume una situazione reale.

Tutto questo mi è tornato in mente quando ho letto la notizia, qualche giorno fa, della morte dell’ambasciatore italiano in Congo, Luca Attanasio (tra l’altro in un articolo su Repubblica è lo stesso Van Reybrouck a delineare un quadro della situazione nel paese africano).

mappa congo tratta da infoplease.com

La morte del nostro ambasciatore, un fatto quasi senza precedenti se si esclude le vicende che portarono all’uccisione dell’ambasciatore americano in Libia Christopher Stevens, dovrebbe aver reso evidente la precarietà della situazione che si vive ogni giorno nel paese africano, specie nella parte est, al confine con Uganda, Ruanda e Burundi. Ebbene, tutta questa precarietà è senza dubbio un lascito del regime di Mobutu e della colonizzazione europea.

Il libro e la storia

A grandi linee possiamo dire che Congo, come forse i più perspicaci tra di voi avranno intuito, è un libro che parla di quella che oggi è chiamata Repubblica Democratica del Congo (in breve RDC, ben distinta dall’ex Congo francese, anche detto Congo Brazzavile dal nome dall’esploratore italiano Giacomo Savorgnan di Brazzà). Il notevole tomo di Van Reybrouck delinea la storia del Congo a partire dalla “scoperta” portoghese, fino all’arrivo di Leopoldo II re del Belgio, che lo prenderà come possesso personale, per arrivare poi al regime dell’amministrazione coloniale belga e infine, dopo la morte di Lumumba, alla presa del potere di Mobutu e alla sua successiva cacciata.

Mobutu foto tratta da limesonline
Mobutu Sese Seko, immagine tratta da limesonline.com

Il modo in cui è scritto questo libro, alternando parti ambientate nel presente e altre storiche, riesce a rendere comprensibile, e anche molto apprezzabile, tutta una serie di eventi storici che potrebbero essere in genere considerati noiosi o addirittura indigesti.

Dico indigesti perché la storia del Congo è una storia di maledizioni che non hanno nulla a che fare con il soprannaturale e molto con gli esseri umani, una storia recente fatta soprattutto, ma non solo, di miseria, terrore e morte.

Congo, Leopoldo II e i belgi

Se c’è una cosa che mi colpisce, una tra le tante, di questo eccezionale Congo di David Van Reybrouck, è che a scriverlo sia stato proprio un belga. I belgi hanno infatti una storia coloniale davvero inquietante (lo so, tutte le storie coloniali sono inquietanti, ma alcune forse lo sono più di altre e parlo di quella italiana e quella belga) se pensate che il Ruanda è stato teatro di un genocidio, il Burundi è lo stato più povero al mondo, e il Congo è stato al centro della “grande guerra africana” anche detta “guerra mondiale africana”.

A proposito delle politiche di Leopoldo II in Congo Van Reybrouck scrive parole pesanti quando dice “sarebbe grottesco in tale contesto parlare di genocidio o di olocausto, perché un genocidio sottintende la distruzione cosciente, pianificata, di un gruppo etnico specifico, e questo non è mai stato mai né l’intento, né il risultato. E il termine Olocausto è riservato alla persecuzione degli ebrei […]. Ma fu comunque una hecatombe, un massacro perpetrato su una scala incredibile […] collateral damage di una politica di sfruttamento perfida e rapace”.

Tra l’altro, da questa politica di sfruttamento nacque anche, credo lo sappiate, il famoso “Cuore di tenebra” di Joseph Konrad.

Congo di David Van Reybrouck. Mobutu

L’indipendenza dal regime belga arrivò, paradossalmente troppo in fretta, nel 1960 e subito le speranze congolesi vennero soffocate nel sangue con l’uccisione di Patrice Lumumba, eroe dell’indipendenza, da parte di un giovane colonello di nome Mobutu Sese Seko, che aveva preso il potere con un colpo di stato appoggiato dalla CIA (mentre Lumumba, per necessità più che per convinzione, era vicino alla Russia comunista).

PATRICE LUMUMBA, IMMAGINE TRATTA DA WIKIPEDIA
Patrice Lumumba, immagine tratta da Wikipedia

Mobutu creò poi un sistema cleptocratico dove i posti statali venivano venduti e chi riusciva ad accaparrarseli avrebbe a sua volta dovuto arraffare tutto l’arraffabile, perché era così, perché era non solo lecito ma tutti si aspettavano che fosse così, al punto che i dipendenti statali non venivano in pratica pagati.

Il “rumble in the jungle”, il match di pugilato tra Foreman e Alì, divenne la vetrina più importante di un regime che non era corrotto nella maniera in cui noi intendiamo la corruzione oggi, cioè come un fenomeno radicato ma circoscritto, esistente ma almeno formalmente condannato. No, il regime di Mobutu era fondato sulla sistematica corruzione e depredazione delle risorse congolesi.

La fine di Mobutu

Il regno di Mobutu collassò in fretta, molto in fretta. Come un castello di carte, il regime del vecchio dittatore ammalato crollò in meno di cinque mesi, tra la fine del 1996 e il maggio 1997, in seguito all’avanzata di truppe ribelli dall’est della nazione, truppe guidate da Laurent Désiré Kabila.

Congor river foto di Marie Frechon
Congor river foto di Marie Frechon

La fine di Mobutu, morto in esilio in Marocco, non segnerà l’inizio di una stagione felice. L’est del paese (raggiungibile dalla capitale solo in aereo, visto che la rete stradale è in pessime condizioni e vista l’enorme distanza, come andare da Roma a Oslo senza strade diciamo), la parte al confine con il Ruanda, Uganda e Burundi, soffrirà ancora molto. Instabilità, milizie, signori della guerra, eserciti stranieri, rifugiati di guerre vicine, chi a lottare per salvare la pelle, chi per controllare risorse e giacimenti minerari.

Congo di Van Reybrouck, arriveremo ad una conclusione?

Congo di David Van Reybrouck è un libro maestoso e bellissimo, un libro interessante che leggerete con piacere. La morte del nostro ambasciatore e questo libro, sono testimonianza che il Congo, i suoi drammi e le vite spezzate, le sue ricchezze e le sue guerre non sono poi tanto lontane da noi. In un mondo paralizzato dalla pandemia, dovremmo capire ancora più chiaramente che quello che succede a Goma ci interessa e ci riguarda.


Il post su Congo di David Van Reybrouck è finito. Vi lascio qualche link per divertirvi 🙂 nei momenti morti della giornata:

Per qualcosa di più leggero andiamo a scoprire cosa vedere a Panama City, tra canale, finanza e storia e cosa vedere a Miami

Che ne dite di un viaggio in Caucaso? o magari a Tripoli, nel nord del Libano.

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